Contenuti per adulti
Questo testo contiene in toto o in parte contenuti per adulti ed è pertanto è riservato a lettori che accettano di leggerli.
Lo staff declina ogni responsabilità nei confronti di coloro che si potrebbero sentire offesi o la cui sensibilità potrebbe essere urtata.
Nelle mattine di Castiglia y León, quando la luce è rame e la terra evapora silenzio, vien fuori l’Otarda: eretta, grande, antica.
Uccello che vanta antico lignaggio, portamento eretto; passo lento e cadenzato.
Il suo nome scientifico infatti è Otis tarda (uccello che si muove con lentezza).
Rasenta limiti di stazza e peso appena compatibili con il volo, ma una volta alzata si sposta con regolari e potenti colpi d'ala e può raggiungere la velocità di 60 km/h.
La Spagna, che conserva ancora grandi distese agricole estensive, rappresenta il cuore europeo dell’Otarda.
Le aree principali sono: Castiglia y León (la più importante), Extremadura, Madrid (aree agricole aperte), Castilla-La Mancha, Andalucía (alcune sub popolazioni).
Sono popolazioni stanziali: non migrano, ma si spostano localmente tra aree agricole e steppiche.
Presenti nelle aree pseudo steppiche, campi di cereali tradizionali, pianure coltivate a rotazione, zone aperte, senza alberi.
In Spagna l'Avutarda è considerata specie vulnerabile, sempre con popolazioni più stabili rispetto ad altri Paesi europei.
Ai giorni nostri, la caccia all'Otarda è vietata in tutti gli stati del suo areale.
Purtroppo, essendo presente in zone anche molto isolate, è difficile da contenere il bracconaggio.
Sono uccelli accorti e quando notano dei cambiamenti improvvisi si allontano anche per parecchio tempo.
Ma quando un trattore avanza lento, qualcuno ne approfitta: il bracconiere si nasconde, l’Otarda ingannata non fugge.
Si nutrono di foglie, semi e germogli, ma anche di insetti, piccoli roditori, lucertole e topi.
I maschi si accoppiano con più femmine e non formano legami di coppia, nel periodo riproduttivo attirano le femmine nella loro area con chiamate che possono essere ascoltate fino a 500 metri di distanza.
Il maschio in parata gonfia il gozzo, appoggia la testa sul dorso, rovescia le ali e ritira la coda; appare come una gran palla di piume bianche .
Scava il nido in una fenditura soffice del terreno dove depone 2-3 uova, che la femmina cova da sola per circa 4 settimane; i pulcini non si allontanano dalla madre prima di aver raggiunto almeno 1 anno di età. I maschi iniziano ad accoppiarsi a partire dai 5 anni.
Le grandi otarde vivono generalmente per circa 10 anni, ma alcune sono vissute per più di 15 anni.
Specie gregaria in inverno, verso la primavera il gruppo comincia a disperdersi, le specie di maggior mole sono in generale mute.
La testa e le penne sono di color grigio cenere, le piume del dorso sono giallo rossastro, attraversate da strisce nere, sul ventre le piume sono di un giallo sporco e bianche.
Il maschio, inconfondibile, è più grande della femmina e presenta lunghi ciuffi di setole biancastre alla base del becco che possono raggiungere anche i 20 cm.
A seconda delle specie, le otarde misurano da 40 a 120 cm ed hanno un'apertura alare di 1-2,5 m; il peso oscilla da 16 a 22 kg.
Fuori dalla stagione riproduttiva formano gruppi, spesso separati per sesso.
L’otarda è presente marginalmente nei Paesi Baschi, solo nelle pianure aperte di Álava, un’eco delle grandi steppe castigliane.
Il suo nome in Basco è "triku txo handia".
L'Otarda appartiene all'ordine Gruiformi, famiglia Otitidi; le popolazioni europee tendono ad essere residenti mentre quelle asiatiche migrano a sud per l'inverno. I primi a migrare sono i maschi anziani.